Il ministero delle Politiche agricole ha approvato il piano di controllo della produzione di Parmigiano Reggiano proposto dal Consorzio. Da tempo il consorzio suggerisce ai suoi soci di non eccedere nella creazione di forme di formaggio, allo scopo di mantenere i prezzi all’ingrosso a livelli remunerativi. Da adesso quei suggerimenti diventano un obbligo: il Consorzio stabilirà una sorta di “quota formaggio” per ogni caseificio, con multe pesanti se sarà superata.
Per il periodo 2014-2016 è ammessa una produzione annua massima di 3.250.000 forme di Parmigiano Reggiano, 29.000 in meno di quelle prodotte nel 2013, ovvero 1.750.000 tonnellate di latte all’anno trasformato in Parmigiano.
“Abbiamo lavorato per anni per poter gestire una ordinata crescita della produzione – dice Giuseppe Alai, presidente del Consorzio – indispensabile per tutelare i redditi dei produttori di una Dop storicamente esposta a fortissime oscillazioni della produzione e, conseguentemente, delle quotazioni. Un prodotto a lunga stagionatura come il Parmigiano Reggiano ha dinamiche di mercato particolari, con riflessi sui prezzi al consumo, sulle scorte e sui redditi che si registrano in un arco temporale che va dai 20 ai 36 mesi rispetto al momento della produzione. La regolazione dell’offerta è strumento fondamentale per dare stabilità al comparto e tutelare lavoro e investimenti”.
Recent Comments