Si vuole così mettere in rete le aziende che operano lungo tutta la filiera agricola, dalla produzione alla commercializzazione, nel campo della ristorazione e nel settore turistico per creare un sistema armonico che, basandosi sui principi del biologico, porti allo sviluppo di un’economia sostenibile, sia dal punto di vista sociale che ambientale. Il progetto è realizzato in collaborazione con l’associazione nazionale Città del Bio che ha già alle spalle esperienze simili in altre parti d’Italia, tra cui Greve in Chianti e Cilento.
“Questa amministrazione sin dal suo insediamento – afferma l’assessore alle Attività Produttive e all’Agricoltura di Petrosino, Luca Badalucco – ha pensato che un’alimentazione sana, la difesa dell’ambiente nonché la prospettiva di rilancio dell’economia e la qualità dei prodotti, debba passare da un’agricoltura biologica. Il Biodistretto Vitivinicolo deve rappresentare l’accordo mediante il quale i soggetti interessati alla crescita economica sostenibile del territorio, si impegnano a definire e sviluppare un progetto comune, ponendo attenzione alla conservazione delle risorse, alla compatibilità ambientale e alla valorizzazione delle differenti opportunità. Sono pienamente convinto che dal nostro territorio, in perfetto equilibrio tra terra e mare, deve partire l’idea, in sinergia con i Comuni partecipanti, del primo Biodistretto Vitivinicolo Siciliano, costituendo così un’azione determinate per lo sviluppo del territorio”.
]]>Per il periodo 2014-2016 è ammessa una produzione annua massima di 3.250.000 forme di Parmigiano Reggiano, 29.000 in meno di quelle prodotte nel 2013, ovvero 1.750.000 tonnellate di latte all’anno trasformato in Parmigiano.
“Abbiamo lavorato per anni per poter gestire una ordinata crescita della produzione – dice Giuseppe Alai, presidente del Consorzio – indispensabile per tutelare i redditi dei produttori di una Dop storicamente esposta a fortissime oscillazioni della produzione e, conseguentemente, delle quotazioni. Un prodotto a lunga stagionatura come il Parmigiano Reggiano ha dinamiche di mercato particolari, con riflessi sui prezzi al consumo, sulle scorte e sui redditi che si registrano in un arco temporale che va dai 20 ai 36 mesi rispetto al momento della produzione. La regolazione dell’offerta è strumento fondamentale per dare stabilità al comparto e tutelare lavoro e investimenti”.
]]>La DOP si conferma al sesto posto nazionale tra i formaggi di latte vaccino. La produzione globale di Montasio si attesta sulle 833 mila forme, pari a circa 6.000 tonnellate di formaggio, con una decremento dell’11,8% rispetto all’anno precedente. Dati positivi per i prezzi, +3,5% per le due tipologie più commercializzate (fresco e mezzano). Le vendite sfiorano le 877 mila forme e superano la produzione per il secondo anno consecutivo di 44.000 forme, evidenziando una mancanza di prodotto a magazzino.
A gravare sui risultati della DOP le recenti vicende del comparto caseario regionale, con la crisi di Latterie Friulane che ha comportato una minore produzione di 98.000 forme rispetto al 2012. A questa si è sommata la cessazione di attività per due aziende, che ha ridotto la produzione 2013 di ulteriori 15.000 forme.
Anche nel 2013 il dato più significativo rimane quello dell’export, con le vendite fuori confine che incidono per l’8% sul totale, grazie al programma “Legends From Europe”, la triennale campagna di promozione avviata insieme ad altri quattro consorzi DOP italiani che ha portato un +215% di vendite negli Usa. Il triennio 2014-2017 vedrà il lancio di una nuova iniziativa di promozione sempre negli Usa che avrà per protagoniste le eccellenze enogastronomiche Montasio, prosciutto di San Daniele, Grana Padano e prosciutto di Parma.
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